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Futuro da scrivere – sguardi, strategie, strumenti delle BCC per accompagnare l’Italia.

Congresso nazionale dall’8 all11 dicembre a Roma.

Un evento non rituale, a sei anni dall’ultima assise di Parma, che ha voluto fare il punto sullo stato di salute della cooperazione mutualistica di credito del nostro Paese e sulle sue strategie di sviluppo. Come ha sottolineato il Presidente di Federcasse Alessandro Azzi nella sua relazione di apertura, in tempi di “inquietudini e timori”, la cooperazione di credito italiana ha voluto presentarsi di fronte al Paese, da un lato per riaffermare con orgoglio l’importanza del proprio ruolo di sostegno all’economia reale; dall’altro per dire con chiarezza che il modello delle BCC ha ora bisogno, per riuscire a disegnare un futuro a beneficio del sistema Paese, di nuovi strumenti organizzativi come anche di una rinnovata attenzione da parte dei regolatori del mercato, nel tentativo di salvaguardare quella “biodiversità bancaria” che, per le BCC, rappresenta un valore da difendere.

Numeri alla mano, il modello BCC ha dimostrato di svolgere compiutamente la propria tradizionale funzione anticiclica dallo scoppio della crisi, di andare in controtendenza perfino rispetto alle dinamiche occupazionali; di incarnare – cioè – un modo di fare banca avvertito dalla gente come capace di contrastare efficacemente le derive,- e i dissesti - della finanza fine a se stessa, della finanza speculativa. Un modello, peraltro, che negli ultimi 125 anni ha accompagnato da vicino la crescita e lo sviluppo del nostro Paese.

Lo ha riconosciuto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo messaggio augurale ai Congressisti, laddove ha ribadito come “il modello del Credito Cooperativo basato sui principi della democrazia economica ha contribuito fortemente alla crescita sociale e civile” dell’intera nazione.

Uno dei momenti più significativi del Congresso è stato l’annuncio dato dal Vice Direttore Generale della Banca d’Italia Anna Maria Tarantola, della approvazione – avvenuta nei giorni precedenti – dello Statuto del Fondo di Garanzia Istituzionale del Credito Cooperativo da parte dell’Autorità di Vigilanza. Un progetto che consentirà adesso alle BCC di presentarsi al Paese come un gruppo bancario integrato, il quarto per dimensioni, ma operando nel rispetto della autonomia di ciascuna delle oltre 400 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane. La ratio del Fondo è quella di definire un sistema in grado di beneficiare, alla luce delle normative comunitarie, della ponderazione zero sui crediti infragruppo; ma anche di un sistema innovativo di early warning basato su parametri condivisi, al fine di tenere costantemente in sicurezza la rete solidale delle BCC.