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TFR o Fondo Pensione? Una scelta consapevole.
 

 

Entro il 30 giugno tutti i lavoratori dipendenti dovranno decidere del loro Tfr.

 

E’ scattata il 1 gennaio 2007, con un anno di anticipo rispetto alle attese, ma per prendere una decisione c’è tempo fino al 30 giugno 2007: stiamo parlando della riforma previdenziale o meglio, per essere più diretti, della destinazione futura del Tfr – trattamento di fine rapporto ovvero la liquidazione – dei lavoratori dipendenti.

La B.C.C. dell’Alto Reno si è attrezzata per dare una pronta consulenza ai propri clienti, sia ai dipendenti che alle imprese; in un momento in cui tutti siamo bombardati da informazioni in materia (e da opinioni non sempre disinteressate) sapere di poter contare su una “voce amica” in più può essere veramente utile.

L’argomento è di grande attualità per il semplice fatto che i numeri in gioco sono assai rilevanti:

- 19.000.000.000 di Euro è la somma a cui ammonta il Tfr annuale

- oltre 10.500.000 sono i dipendenti privati interessati alla scelta

- oltre 4.205.000 le imprese parimenti coinvolte da questa novità.

Ai dipendenti privati vanno poi aggiunti quelli pubblici, circa 3.500.000, per i quali è atteso uno specifico provvedimento.

Praticamente non c’è quasi famiglia che non sia toccata da questa riflessione: lasciare il Tfr in azienda, e proseguire senza nulla cambiare, oppure optare per una soluzione diversa come uno dei vari Fondi Pensione, verso cui canalizzare la propria liquidazione?

Vediamo alcune sintetiche considerazioni unitamente ai quesiti più ricorrenti. Innanzitutto, come abbiamo detto in apertura, la decisione non va presa in fretta perchè c’è tempo fino al 30 giugno 2007; importante è quindi che la scelta sia ponderata con attenzione.

Le condizioni di partenza infatti non solo uguali per tutti:

- per i dipendenti una particolare rilevanza deriva dall’età e quindi dall’inizio dell’attività lavorativa (lo “spartiacque”  è tra chi è stato assunto prima o dopo il 29 aprile 1993);

- per le aziende a far la differenza è il numero di dipendenti, cioè se si avvalgono di più o meno di 50 addetti (per darci un’idea le aziende con meno di 49 addetti sono oltre 4.180.000, mentre le altre circa 24.000).

Il lavoratore può decidere (ma deve farlo in forma esplicita) se

- lasciare il  Tfr maturando in azienda, quindi senza alcun conferimento alla previdenza complementare; in questo caso la scelta è reversibile, cioè può essere mutata in qualsiasi momento;

- destinare il Tfr (in tutto o in parte, a seconda dell’età lavorativa) alla previdenza complementare ed indicare quindi anche il destinatario di tali somme, scegliendo tra il Fondo Pensione Negoziale (o di categoria), il Fondo Pensione Aperto oppure  il Fip (Forma Individuale di Previdenza); in questo caso la scelta è irreversibile, perché al lavoratore, in futuro, sarà concessa  solo la possibilità di cambiare il tipo di fondo.

Innumerevoli sono poi gli altri quesiti oggi possibili: cosa succede al Tfr maturato in precedenza? Cosa si intende per silenzio assenso? Quali compensazioni sono previste per le aziende che perderanno il Tfr annuale dei lavoratori? Che tipo di prestazioni erogano i Fondi Pensione? E molti altri sorgeranno nei prossimi mesi.

Noi ci impegniamo ad aggiornarci continuamente per fornire una consulenza efficace ai nostri Clienti.

Da queste considerazioni nasce quindi la scelta di offrire un punto di consulenza sul Tfr e sulle pensioni integrative in tutte le nostre Filiali. Saremo lieti di offrire indicazioni a tutti i lavoratori coinvolti, illustrando, oltre alla normativa generale ed alle varie opzioni possibili, anche le varie forme di previdenza complementare offerte dalla nostra Banca. Così come saremo in grado di rapportarci con le aziende, anche per sostenerle finanziariamente in previsione dell’eventualità, ormai prossima, di non poter più disporre come in passato dei flussi finanziari originati dal Tfr.

Ci faremo carico di formulare soluzioni originali e nel contempo rispettose delle diverse esigenze dei vari soggetti in campo; interpellateci con fiducia e liberamente, anche perché non vi costa assolutamente nulla.

Ricordiamoci infine che, in mezzo a tanti elementi ancora incerti, un punto invece appare ormai consolidato: in conseguenza dei cambiamenti normativi le pensioni del futuro prossimo saranno significativamente più ridotte e le scelte di oggi, mai come in altre occasioni, saranno decisive per il nostro domani.

 

Visita i link correlati:


  • www.tfr.gov.it
  • il sito del ministero del lavoro sulla previdenza complementare.
  • www.aureo.it
  •  calcola la tua pensione con "Pension Point" di Aureo Gestioni, la Società di gestione del risparmio del Credito Cooperativo.
  • www.ilsole24ore.com
  •  l'apposita sezione del sito de "Il Sole 24 Ore" dedicato alla previdenza.